Attività fisica

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In Italia un bimbo su tre è sovrappeso e uno su dieci è addirittura obeso. Colpa di una cattiva alimentazione e soprattutto di uno stile di vita troppo sedentario, sempre più diffuso tra i giovanissimi.

Un buon modo per prevenire e combattere questa patologia è abituare i bambini a praticare sport. Che sia camminare, nuotare, andare in bicicletta o semplicemente godersi la vita all’aria aperta, la prima cosa che conta è far iniziare al proprio figlio un’attività che gli insegni la coordinazione, la resistenza, l’equilibrio, la disciplina e la relazione tra sforzo e risultato.

La seconda è farlo al più presto. A 18 mesi il bambino inizia a muovere i primi passi: il primo momento utile, secondo la Federazione italiana medici pediatri, per stimolare una sensibilità verso l’attività motoria. A tre anni inizia la socializzazione con i compagni di gioco. Ma è dai sei anni il momento più giusto per iniziare uno sport vero e proprio, meglio se in squadra. Oltre ai benefici fisici infatti, lo sport di squadra è un buon volano per lo sviluppo della persona.

Lavorare in gruppo insegna il valore dello sforzo, a rispettare le regole e favorisce l’autostima.

Ma qual è lo sport più adatto da scegliere? Amici, media e ambiente circostante molto spesso influenzano quest’importante scelta, ma il pediatra è sicuramente la persona più indicata a cui chiedere un consiglio.

La linea di fondo è che i piccoli siano autonomamente motivati senza mai essere forzati, individuando una disciplina che li appassioni.

Dando un’occhiata ai dati sull’evoluzione della pratica sportiva giovanile degli anni recenti, emergono, fortunatamente, riscontri molto positivi. In particolare, negli ultimi 24 mesi si è registrato un incremento del 3% nella partecipazione sportiva per le fasce d’età dai 6 ai 10 anni. Si tratta dei 100mila bambini che hanno iniziato a praticare un’attività fisicosportiva grazie al progetto CONIMIUR sull’alfabetizzazione motoria nella scuola primaria. Una iniziativa, al momento prevista fino all’anno scolastico 2012-2013, che ha contribuito a far raggiungere ai piccoli la quota del 57% di attività, quasi al pari della fascia di età 11-14, da sempre più attiva rispetto alle altre.

Un progetto che attraverso l’attività motoria insegna corretti stili di vita e favorisce la crescita culturale, civile e sociale dei ragazzi.

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